SiTav e NoVax: una faccia, una razza

Dedicato a chi si interroga su chi ieri si è fatto un giro in piazza Castello, e perché.

Innanzitutto, chiedete ad un SiTav qualsiasi perché è a favore del progetto Tav in Valsusa: scoprirete con orrore che non ne sa assolutamente una ceppa. Per esempio, otto SiTav su dieci sono assolutamente convinti che il tunnel serva per l’alta velocità passeggeri, quando invece è un progetto per le merci. Per giustificare la propria adesione, tipicamente il SiTav vi dirà due baggianate ideologiche sul progresso, tipo il rischio di essere “tagliati fuori” e di “rimanere immobili”. Se gli fate notare, dati alla mano, che l’intero traffico transfrontaliero tra Italia e Francia è scarsissimo e in diminuzione da anni e che la linea attuale è utilizzata al 17% della capacità, lungi dal redimersi vi dirà una stupidata a caso tipo “eh, ma anche dell’autostrada del Sole, della televisione e del computer c’era chi diceva che era inutile, e invece…” o anche “eh, ma il tunnel attuale ha una pendenza troppo alta e ci vogliono due locomotive” (forse non sanno che con dieci miliardi di euro si comprano quasi 3000 locomotive, ovvero circa sei volte tanto l’attuale parco locomotori di Trenitalia..) oppure affermazioni esoteriche del tipo “nei trasporti è l’offerta che crea la domanda” (giuro!).

In definitiva, i SiTav tipicamente non sanno niente del Tav valsusino e quello che sanno è sbagliato. Ripetono acriticamente a pappagallo quello che hanno sentito da altri SiTav e dalle loro fonti di riferimento (Repubblica, La Stampa, il Giornale…) e quando di fronte ai dati vedono le loro argomentazioni sfaldarsi come neve al sole si indispettiscono, negano i dati reali riaffermando i loro fasulli, ti rispondono che se fossero tutti come te saremmo ancora all’età della pietra e chiudono il discorso tutti arrabbiati.

Noterete quindi che, nella pratica, i SiTav sono assolutamente isomorfi ai NoVax in materia di irrazionalità, arroccamento sulle loro posizioni, affidamento a fonti pseudoscientifiche o ad affermazioni ideologiche, il che rende totalmente impossibile ogni scambio proficuo di opinioni. Il fatto che molti SiTav abbiano fior di titoli di studio non fa alcuna differenza, anzi a volte li rende ancora più impermeabili alla realtà.

Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che la stragrande maggioranza dei SiTav non è mai andata a Lione in vita sua, tantomeno in treno, e non ne avrà mai alcun bisogno, risulta a prima vista difficile capire le origini di questa patologia.

Per comprendere che cosa si agita nella testa di un SiTav bisogna partire da un dato: quando si muovono persone abitualmente passive di fronte agli accadimenti del mondo, lo fanno non “per” qualcosa, ma “contro” qualcosa. La creazione del nemico è fondamentale per aggregare e mobilitare gli inerti: ad esempio, nel caso dei NoVax il nemico è il complotto delle grandi case farmaceutiche che ci avvelenano, che si riallaccia al complotto pippoplutogiudaico che è sempre di gran moda. Per fare un altro esempio, la famigerata “marcia del 40.000” (che poi 40.000 non erano) cui i SiTav amano rifarsi, fu fondamentalmente una manifestazione di insofferenza contro i sindacati. Quindi, chi era il bersaglio della passeggiata in Piazza Castello?

Se ci pensate un attimo, è facile: è stata semplicemente una passeggiata di insofferenza verso i NoTav. L’incessante framing mediatico è riuscito a dipingere il NoTav come quello che dice sempre no: avete presente il tipo che quando si deve andare in pizzeria non gli va bene nessun locale se non quello sotto casa sua? Quello che si lamenta sempre per tutto? Il vegan che ti fa andare di traverso la cena? Il prepotente fannullone che prevarica con la violenza? Ebbene, nella testa dei SiTav, i NoTav sono semplicemente la quintessenza di quella roba lì: il compagno delle medie rompiballe, il comunista trinariciuto arrogante sempre pronto a fare lezioni agli altri, il minus habens che ha paura di tutto e per colpa sua dobbiamo rinunciare alle meraviglie del progresso.

Il fatto quindi che la Tav sia un’opera del tutto inutile che sprecherà un enorme massa di denaro pubblico passa serenamente in cavalleria, perchè il piano del discorso non è “Tav sì” o “Tav no” ma uno scontro tribale tra i sedicenti “amanti del progresso, della scienza e di tutto ciò che è bello” e le forze oscurantiste dell’ignoranza, dell’immobilismo e del lamento continuo. Quindi, proprio come è inutile discutere nel merito dei vaccini con i NoVax, perchè il motore del NoVax è l’opposizione a multinazionali e governi corrotti, le discussioni razionali sul merito della Tav sono assolutamente inutili.

I SiTav vanno in piazza per distinguersi da una categoria umana che in realtà non esiste (o esiste in misura infinitamente minore di quanto credano), ma loro amano credere che esista perchè assolve ad un bisogno primario dell’essere umano. Il nemico serve, da un punto di vista identitario, a sentirsi persone migliori e superiori alle altre, e loro sono convinte di esserlo: eccome se lo sono! Quindi, cosa vuoi che siano dieci miliardi di euro se vengono spesi per dare una bella lezione a quei guastafeste?

Quindi, cari SiTav, fatevi un bell’esame di coscienza che ne avete bisogno: e quando esaltate Burioni che blasta i NoVax, ricordate che ognuno è l’analfabeta funzionale di qualcun altro.

Informazioni su Alessandro Ferretti

Ricercatore all'Università di Torino, dipartimento di Fisica. Leggo molto, e per compensare ogni tanto scrivo.
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2 risposte a SiTav e NoVax: una faccia, una razza

  1. Ricordo che, come scritto nella sezione Informazioni, se volete commentare dovete metterci la faccia esattamente come ho fatto io: niente anonimi, grazie.

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  2. Dato che qualcuno mi ha chiesto se la Tav è anche per i passeggeri: certamente ogni binario può portare sia treni che passeggeri! Però, da un punto di vista economico, investire dieci miliardi di euro per accorciare di mezz’ora (se va bene.. ma anche fosse un’ora il discorso non cambia) il viaggio tra Torino-Lione sperando che i tempi più brevi causino da soli un aumento di passeggeri così massiccio da ripagare l’investimento grazie all’incremento della vendita di biglietti è assurdo.
    Facciamo un calcolo approssimativo: supponiamo che il biglietto Torino-Lione costi 100 euro (oggi sono circa 70€) e di voler rientrare dall’investimento di dieci miliardi in venti anni e supponiamo che il margine di guadagno netto su ogni biglietto sia uno stratosferico 20%. Questo significa che dovrebbero esserci almeno venticinque milioni di passeggeri in più all’anno.. se calcoliamo 500 persone a treno, significa cinquantamila treni in più all’anno, ovvero oltre 130 treni pieni aggiuntivi al giorno tutti i giorni.. se pensiam che oggi, secondo il sito SNCF, ci sono cinque (5!) possibilità al giorno di andare a Lione in treno e quattro di queste sono con uno o due cambi (le altre corse dirette sono state abolite per mancanza di domanda) si capisce subito che giustificare economicamente la Tav con l’aumento dei passeggeri è molto oltre l’inverosimile!

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