Contagi in impennata in Piemonte ad ottobre: perchè succede, come intervenire e soprattutto quando farlo (spoiler: subito!)

I contagi negli ultimi giorni hanno cominciato a salire in modo deciso anche in Piemonte: dal grafico si vede piuttosto chiaramente che a partire dal primo ottobre c’è stato un cambio di passo. Individuare i motivi precisi di questa impennata non è possibile, almeno con i pochi dati a disposizione del pubblico, ma in generale possiamo dire che purtroppo un simile andamento è fisiologico: prima o poi doveva capitare. Perchè?

Il numero di contagi dipende principalmente dal prodotto di due fattori:
1) la probabilità di essere contagiato in un incontro con un positivo
2) il numero di positivi che incontriamo.

Il primo fattore può essere ridotta con le precauzioni (uso di mascherine, distanziamento etc), mentre il numero di positivi che incontriamo dipende da quanto è diffuso il contagio sommerso.
Il lento aumentare dei casi ad agosto e settembre era indizio del fatto che le precauzioni adottate non erano sufficienti a far scendere il numero di contagi. Purtroppo, con l’aumento anche lento dei casi aumenta vieppiù la probabilità di incontrare un positivo e inoltre la percentuale di contagiati individuati dal sistema di tracciamento diminuisce. La probabilità di incontrare un positivo cresce, quindi il numero dei casi continua ad aumentare.. e fatalmente, ad un certo punto, il circolo vizioso porta la probabilità di incontrare un contagiato a divenire così alta da innescare la crescita esponenziale anche se le persone sono sempre state ugualmente prudenti.

Le misure precauzionali che erano sufficienti a mantenere le cose sotto controllo a settembre sono quindi insufficienti a bloccare la crescita esponenziale di inizio ottobre… e la crescita esponenziale è meglio fermarla il prima possibile, perchè più aumentano i positivi e più aumentano le probabilità di contagio. Non c’è nessun meccanismo naturale che possa bloccare questa crescita se non la mortifera immunità di gregge.

Media su sette giorni dei nuovi contagi giornalieri in Piemonte. La curva esponenziale risulta da un fit dei dati.

Per intervenire dobbiamo ridurre i due fattori di contagio ovvero:
1) diminuire il numero di incontri con altre persone: dato che non possiamo distinguere chi è contagioso da chi non lo è, l’unico modo per ridurre la probabilità di incontrare un positivo è ridurre il numero di incontri tout court
2) aumentare le precauzioni (distanziamento, mascherine etc) in modo da diminuire la probabilità di essere contagiato nel malaugurato caso in cui si incontri un positivo.

Il fattore tempo è assolutamente decisivo. Se con l’attuale numero di positivi in giro può essere sufficiente una moderata diminuzione del numero di incontri e un moderato incremento delle precauzioni, se il numero di positivi raddoppia le stesse precauzioni non basteranno più: la probabilità di contagio è il prodotto dei due fattori sopracitati, più il secondo cresce e più il primo deve diminuire.

Le morali della favola sono due. La prima: non mettiamoci a fare la caccia agli untori, l’aumento dei casi dipende da comportamenti di massa e purtroppo è largamente fisiologico.. e evitiamo anche il tafazzismo sterile: non è che gli altri paesi europei stiano andando meglio, anzi!

La seconda: non aspettiamo per intervenire. Diciamocelo chiaramente: per quanto detto sopra, la probabilità di riuscire ad arrivare con pochi danni all’auspicato vaccino senza implementare interventi addizionali è pari allo ZERO. Quindi bisogna agire subito: per dire, meglio una chiusura parziale e mascherine ovunque ci sia rischio per tre settimane a partire da domani, piuttosto che aspettare quindici giorni e ritrovarsi con un numero di contagi così elevato da obbligarci ad un lockdown completo di due mesi, con in più un corollario di malati, di decessi e di convalescenti ben più grave.



Grazie ad Emanuele Paolini per il suo prezioso sito di visualizzazione dei dati

Informazioni su Alessandro Ferretti

Ricercatore all'Università di Torino, dipartimento di Fisica. Leggo molto, e per compensare ogni tanto scrivo.
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